"Poverty in the world is an artificial creation.
It doesn't belong to human civilization." M. Yunus

sabato 2 luglio 2011

Apoie Aung San Suu Kyi - Avaaz.org

Caros amigos,




O movimento liderado pela ganhadora do Prêmio Nobel Aung San Suu Kyi em prol da democracia em Mianmar está por um fio nesta semana: o regime autoritário que governa o país ameaça reagir brutalmente ao apelo de Suu Kyi pela libertação de presos políticos. Ativistas já pediram ajuda ao resto do mundo, dizendo que a pressão internacional é decisiva para mudar a maré em seu favor. Vamos apoiar Suu Kyi e o bravo povo de Mianmar:
O futuro de Aung San Suu Kyi e seu extraordinário movimento pela democracia em Mianmar está por um fio nesta semana, e nós poderemos fazer a diferença.

Suu Kyi tem lutado bravamente para que o regime militar liberte os milhares de monges e ativistas pacíficos que estão sendo mantidos em prisões desumanas, alguns em exíguas gaiolas de cão. De forma sem precedentes, milhares de cidadãos de Mianmar arriscaram sua própria segurança para se juntar ao apelo de Suu Kyi em prol da liberdade através de uma petição on-line! Ontem o regime emitiu uma ameaçadora advertência dirigida a Suu Kyi. Neste exato momento, os generais podem estar decidindo entre optar pelo diálogo ou por outras brutais medidas repressivas.

É aí que podemos entrar. Os ativistas de Mianmar já pediram ajuda ao resto do mundo, dizendo que a pressão exercida pela comunidade internacional é decisiva para evitar violência e libertar os presos políticos. Vamos apoiar Suu Kyi e o bravo povo de Mianmar: assine a petição e envie-a à União Europeia, Índia e outros governos de peso que podem pressionar o regime autoritário daquele país. Siga o link abaixo para incluir sua assinatura na petição e encaminhe este e-mail para aumentar a força de nosso protesto:

http://www.avaaz.org/po/stand_with_aung_san_suu_kyi/?vl

A pressão internacional, inclusive de uma gigantesca campanha da Avaaz, ajudou a libertar Aung San Suu Kyi, que passou 15 anos em detenção. Mas mais de 2000 presos políticos continuam em prisões imundas, alguns em exíguos canis infestados de piolhos e normalmente usados para cães militares. Suu Kyi tem realizado amplas consultas ao povo de Mianmar desde que foi libertada e agora, ao fazer pressão para a libertação de presos políticos, está dando seu primeiro grande passo para exigir do regime autoritário uma reforma. O futuro de Mianmar pode depender da reação do atual governo.

Suu Kyi liderou o partido que venceu a última eleição verdadeira e democrática em Mianmar, em 1992. Após um golpe militar, o bravo povo de Mianmar manteve um movimento pacífico e não-violento pela democracia e direitos, ganhando em troca assassinatos, tortura e intimidação. Sob a pressão de adversidades econômicas, sanções internacionais e disputas internas no país, a junta militar tem tentado estabelecer uma falsa democracia, mas o movimento de Suu Kyi ainda está banido e a campanha pela libertação de prisioneiros é um teste decisivo para ver se os generais permitirão uma reforma real.

Mianmar já sofreu demais. Vamos apoiar esta mulher incrível e ajudá-la a pôr seu país no caminho da democracia. Siga o link abaixo para incluir sua assinatura na petição e encaminhe este e-mail para chamar mais pessoas para nossa campanha:

http://www.avaaz.org/po/stand_with_aung_san_suu_kyi/?vl

Nossa comunidade já deu apoio ao povo de Mianmar muitas vezes. Nossa gigantesca petição e campanha publicitária realizada em 2007 ajudaram a criar, na época, um nível sem precedentes de protesto internacional contra as medidas repressivas do governo. Os membros da Avaaz também fizeram doações para prestar apoio técnico e treinamento a ativistas de Mianmar vítimas de cortes de acesso à internet e telefone, e enviamos milhões de dólares e euros na forma de fundos de ajuda humanitária após um devastador ciclone. Agora, o povo de Mianmar está pedindo novamente ajuda. Vamos responder a esse apelo!

Com esperança e determinação,

Stephanie, Alex, Pascal, Giulia, Ricken, Brianna, Morgan, Emma e o resto da equipe da Avaaz


FONTES

Mianmar adverte Nobel da Paz sobre atividades políticas
http://www.estadao.com.br/noticias/internacional,mianmar-adverte-nobel-da-paz-sobre-atividades-politicas,738510,0.htm

Conflito entre Exército e minorias se intensifica em Mianmar
http://noticias.terra.com.br/mundo/noticias/0,,OI5187393-EI8143,00-Conflito+entre+Exercito+e+minorias+se+intensifica+em+Mianmar.html

Governo de Miamar exige o fim das atividades políticas de Suu Kyi
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gJnS2tiW6nnudlAolpqxjTZirxYA?docId=CNG.16716ce1b698c92b217318728ec7c04f.171

Suu Kyi pede comissão de investigação da ONU sobre DH em Mianmar
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5i8ZrBZ2hBfbIq8nqZhflBssXV7CA?docId=CNG.156f4e7c349525b4f9b52b846b6ded5f.291

Birmânia: Governo avisou Suu Kyi que lidera partido ilegal
http://diariodigital.sapo.pt/news.asp?id_news=518571

mercoledì 29 giugno 2011

Carta della Terra

Ci troviamo ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l'umanità deve scegliere il suo futuro. A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva allo stesso tempo grandi pericoli e grandi opportunità. Per progredire dobbiamo riconoscere che, pur tra tanta magnifica diversità di culture e di forme di vita, siamo un'unica famiglia umana e un'unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per costruire una società globale sostenibile, fondata sul rispetto per la natura, sui diritti umani universali, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace. Per questo fine è imperativo che noi, i popoli della Terra, dichiariamo la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita, e verso le generazioni future.

La Terra, nostra casa
L'umanità è parte di un grande universo in evoluzione. La Terra, nostra casa, è viva e ospita un'unica comunità vivente. Le forze della natura fanno dell'esistenza un'avventura impegnativa e incerta, ma la Terra ha fornito le condizioni essenziali per l'evoluzione della vita. La resistenza della comunità degli esseri viventi e il benessere dell'umanità dipendono dalla preservazione della salute della biosfera, con tutti i suoi sistemi ecologici, da una ricca varietà vegetale e animale, dalla fertilità del suolo, dalla purezza dell'aria e delle acque. L'ambiente globale, con le sue risorse finite, è una preoccupazione comune di tutti i popoli. Tutelare la vitalità, la diversità e la bellezza della Terra è un impegno sacro.

La situazione globale
I sistemi dominanti di produzione e consumo stanno provocando devastazioni ambientali, l'esaurimento delle risorse e una massiccia estinzione di specie viventi. Intere comunità vengono distrutte. I benefici dello sviluppo non sono equamente distribuiti e il divario tra ricchi e poveri sta aumentando. L’ingiustizia, la povertà, l’ignoranza e i conflitti violenti sono molto diffusi e causano grandi sofferenze. L'aumento senza precedenti della popolazione umana ha sovraccaricato i sistemi ecologici e sociali. Le fondamenta stesse della sicurezza globale sono minacciate. Queste tendenze sono pericolose, ma non inevitabili.

Le sfide che ci attendono
La scelta sta a noi: o creiamo un'alleanza globale per proteggere la Terra e occuparci gli uni degli altri, oppure rischiamo la distruzione, la nostra e quella della diversità della vita. Occorrono cambiamenti radicali nei nostri valori, nelle istituzioni e nei nostri stili di vita. Dobbiamo renderci conto che, una volta soddisfatti i bisogni primari, lo sviluppo umano consiste innanzitutto nell'essere di più, non nell'avere di più. Abbiamo la conoscenza e la tecnologia per provvedere a tutti, e per ridurre il nostro impatto sull'ambiente. L'emergere di una società civile globale sta creando nuove opportunità per costruire un mondo umano e democratico. Le nostre sfide ambientali, economiche, politiche, sociali e spirituali sono interconnesse, e insieme possiamo forgiare soluzioni che le comprendano tutte. 

La responsabilità universale
Per realizzare queste aspirazioni dobbiamo decidere di vivere con un senso di responsabilità universale, identificandoci con l'intera comunità terrestre, oltre che con le nostre comunità locali. Noi siamo, allo stesso tempo, cittadini di nazioni diverse e di un unico mondo, in cui la dimensione locale e quella globale sono collegate. Ognuno ha la sua parte di responsabilità per il benessere presente e futuro della famiglia umana e del più vasto mondo degli esseri viventi. Lo spirito di solidarietà umana e di parentela con ogni forma di vita si rafforza quando viviamo con un profondo rispetto per il mistero dell’essere, con gratitudine per il dono della vita, e con umiltà riguardo al posto che l'essere umano occupa nella natura. Abbiamo urgente bisogno di una visione condivisa di valori fondamentali che forniscano una base etica per la comunità mondiale che sta emergendo. Per questo, uniti nella speranza, affermiamo i seguenti principi interdipendenti per un modo di vita sostenibile, come standard comune in base al quale le condotte di tutti gli individui, le organizzazioni, le imprese, i governi e le istituzioni transnazionali devono essere guidate e valutate.
PRINCIPI
I. RISPETTO E CURA PER LA COMUNITÀ DELLA VITA
1. Rispettare la Terra e la vita, in tutta la sua diversità 
Riconoscere che tutti gli esseri viventi sono interdipendenti e che ogni forma di vita ha valore, indipendentemente dalla sua utilità per gli esseri umani.
  1. Affermare la fede nell'intrinseca dignità di tutti gli esseri umani e nel potenziale intellettuale, artistico, etico e spirituale dell’umanità.
2. Prendersi cura della comunità vivente con comprensione, compassione e amore 
Accettare che al diritto di possedere, gestire e utilizzare le risorse naturali si accompagna il dovere di prevenire danni all'ambiente e di tutelare i diritti dei popoli.
  1. Affermare che con l'aumento della libertà, della conoscenza e del potere cresce anche la responsabilità di promuovere il bene comune.
3. Costruire società democratiche che siano giuste, partecipative, sostenibili e pacifiche 
Assicurare che le comunità a ogni livello garantiscano i diritti umani e le libertà fondamentali e forniscano a tutti l'opportunità di realizzare appieno il proprio potenziale.
  1. Promuovere la giustizia sociale ed economica, per permettere a tutti di raggiungere uno standard di vita sicuro e dignitoso, che sia ecologicamente responsabile.
4. Tutelare i doni e la bellezza della Terra per le generazioni presenti e future 
Riconoscere che la libertà di azione di ciascuna generazione è condizionata dalle esigenze delle generazioni future. 
Trasmettere alle generazioni future valori, tradizioni e istituzioni capaci di sostenere la prosperità a lungo termine delle comunità umane ed ecologiche della Terra.

Per potere realizzare questi quattro impegni generali occorre:
II. INTEGRITÀ ECOLOGICA

5. Proteggere e ripristinare l'integrità dei sistemi ecologici terrestri, con speciale riguardo alla diversità biologica e ai processi naturali che sostentano la vita. 
Adottare a tutti i livelli piani di sviluppo sostenibile e norme che integrino la conservazione e il ripristino ambientale in ogni iniziativa di sviluppo.
  1. Istituire e tutelare riserve naturali e della biosfera, comprese aree silvestri e marine, per salvaguardare i sistemi di sostegno della Terra, la diversità biologica e preservare il nostro patrimonio naturale.
  2. Promuovere il recupero delle specie e degli ecosistemi in via di estinzione.
  3. Controllare ed eliminare organismi esogeni o geneticamente modificati dannosi per le specie autoctone e per l'habitat, e impedire l'introduzione di questi organismi dannosi.
  4. Gestire l'uso delle risorse rinnovabili come l'acqua, il suolo, i prodotti forestali e la vita marina in modo da non superare la loro capacità di recupero e da proteggere la salute degli ecosistemi.
  5. Amministrare l'estrazione e l'uso delle risorse non rinnovabili, quali i combustibili minerali e fossili, in modo da ridurne al minimo l'esaurimento e impedire gravi danni ambientali.
6. Prevenire i danni come misura più efficace di protezione ambientale, e agire con cautela quando le conoscenze sono limitate.
  1. Agire per impedire la possibilità di danneggiare irreversibilmente o gravemente l'ambiente anche se le conoscenze scientifiche sono incomplete o non certe.
  2. Assegnare l'onere della prova a coloro che sostengono che una certa attività non provocherà danni significativi, e chiama i responsabili a rispondere di eventuali danni ambientali.
  3. Garantire che, nel processo decisionale, vengano affrontate le conseguenze cumulative, a lungo termine, indirette, remote e globali delle attività umane.
  4. Impedire l'inquinamento di ogni parte dell'ambiente e non permettere l'accumulo di sostanze radioattive, tossiche e comunque pericolose.
  5. Evitare le attività militari dannose per l'ambiente.
7. Adottare sistemi di produzione, consumo e riproduzione che salvaguardino la capacità rigenerativa della Terra, i diritti umani e il benessere delle comunità.
  1. Ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali utilizzati nei processi di produzione e consumo, e garantire che i rifiuti residui siano assimilabili dai sistemi ecologici.
  2. Comportarsi con parsimonia ed efficienza nell'utilizzo dell'energia, privilegiando sempre di più fonti di energia rinnovabile, come quella solare o eolica.
  3. Promuovere lo sviluppo, l’impiego e il trasferimento equo di tecnologie ecologicamente sicure.
  4. Includere nel prezzo di vendita i costi ambientali e sociali dei beni e dei servizi, e permettere ai consumatori di identificare i prodotti conformi alle normative sociali e ambientali più severe.
  5. Garantire a tutti l’accesso a un’assistenza medica che promuova la salute riproduttiva e la procreazione responsabile.
  6. Adottare stili di vita che accentuino la qualità della vita e l’uso di quanto realmente necessario in un mondo in cui le risorse non sono illimitate.
8. Sviluppare lo studio della sostenibilità ecologica e promuovere il libero scambio e l'applicazione diffusa delle conoscenze acquisite.
  1. Sostenere la cooperazione scientifica e tecnologica internazionale sulla sostenibilità, con particolare attenzione alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo.
  2. Riconoscere e tutelare le conoscenze tradizionali e la saggezza spirituale presenti in ogni cultura che contribuiscono alla tutela dell'ambiente e al benessere umano.
  3. Garantire che le informazioni di importanza vitale per la salute umana e la tutela dell'ambiente, comprese le informazioni in ambito genetico restino di pubblico dominio e a disposizione di tutti.
III. GIUSTIZIA ECONOMICA E SOCIALE
9. Eliminare la povertà come imperativo etico, sociale e ambientale.
  1. Garantire il diritto all'acqua potabile, all'aria pulita, alla sicurezza alimentare, al suolo incontaminato, alla casa, a condizioni igienico-sanitarie sicure, assegnando le necessarie risorse nazionali e internazionali.
  2. Conferire autonomia a ogni essere umano attraverso l'istruzione e le risorse utili per garantire uno standard di vita sostenibile, e fornire previdenza sociale e sistemi di sostegno a coloro che non sono capaci di mantenersi da soli.
  3. Riconoscere coloro che sono ignorati, proteggere i vulnerabili, aiutare coloro che soffrono e permettere loro di sviluppare le proprie capacità e perseguire le proprie aspirazioni.
10. Garantire che le attività economiche e le istituzioni a tutti i livelli promuovano lo sviluppo umano in modo equo e sostenibile.
  1. Promuovere l'equa distribuzione della ricchezza all'interno delle nazioni e tra le nazioni.
  2. Accrescere le risorse intellettuali, finanziarie, tecniche e sociali dei Paesi in via di sviluppo, e liberarli dall'oneroso debito internazionale.
  3. Garantire che ogni attività commerciale promuova un uso sostenibile delle risorse, la tutela dell'ambiente e standard di lavoro avanzati.
  4. Esigere che le corporazioni multinazionali e le organizzazioni finanziarie internazionali agiscano con trasparenza per il bene comune, e chiamarle a rispondere delle conseguenze della loro attività.
11. Affermare l'uguaglianza e le pari opportunità fra i sessi come prerequisiti per lo sviluppo sostenibile, e garantire l'accesso universale all'istruzione, all'assistenza sanitaria, e alle opportunità economiche.
  1. Garantire i diritti umani delle donne e delle ragazze, e porre fine a ogni forma di violenza contro di loro.
  2. Promuovere la partecipazione attiva delle donne in tutti gli aspetti della vita economica, sociale, politica e culturale, come partner a pieno titolo e a pari diritto nella presa di decisioni, come leader e come beneficiarie.
  3. Rafforzare le famiglie e garantire la sicurezza e la cura amorevole di tutti i loro membri.
12. Sostenere senza alcuna discriminazione i diritti di tutti a un ambiente naturale e sociale capace di sostenere la dignità umana, la salute fisica e il benessere spirituale, con speciale riguardo per i diritti dei popoli indigeni e delle minoranze.
  1. Eliminare le discriminazioni in ogni forma, come quelle basate su razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, religione, lingua e origine nazionale, etnica o sociale.
  2. Affermare i diritti dei popoli indigeni alla propria spiritualità, conoscenza, terre e risorse e alle relative pratiche di vita sostenibili.
  3. Onorare e aiutare i giovani delle nostre comunità, rendendoli capaci di esercitare il loro ruolo essenziale per la creazione di società sostenibili.
  4. Proteggere e restaurare luoghi importanti che abbiano un significato culturale e spirituale
IV. DEMOCRAZIA, NON VIOLENZA E PACE.
13. Rafforzare le istituzioni democratiche a tutti i livelli e garantire trasparenza e responsabilità nella governance, partecipazione allargata nei processi decisionali, e accesso alla giustizia.
  1. Sostenere il diritto di tutti a ricevere informazioni chiare e tempestive sulle questioni ambientali e sui piani e le attività di sviluppo che possano avere un impatto sulla loro vita, o essere di loro interesse.
  2. Sostenere la società civile a livello locale, regionale e globale e promuovere la partecipazione significativa nei processi decisionali di tutti gli individui e le organizzazioni interessate ad essi.
  3. Proteggere la libertà di opinione, espressione, riunione pacifica, associazione e dissenso.
  4. Istituire un accesso efficiente ed efficace alle procedure amministrative e giudiziarie indipendenti, compresi i correttivi legali e le compensazioni connessi a danni ambientali o alla minaccia di tali danni.
  5. Eliminare la corruzione da tutte le istituzioni pubbliche e private.
  6. Rafforzare le comunità locali rendendole capaci di prendersi cura del proprio ambiente, e assegnare responsabilità per la tutela dell'ambiente ai livelli amministrativi capaci di risponderne nel modo più efficace.
14. Integrare nell'istruzione formale e nella formazione permanente le conoscenze, i valori e le capacità necessarie per un modo di vivere sostenibile.
  1. Fornire a tutti, soprattutto ai bambini e ai giovani, opportunità educative che li rendano in grado di contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile
  2. Promuovere il contributo delle arti e delle materie umanistiche, oltre che di quelle scientifiche, per l'educazione e alla sostenibilità.
  3. Rafforzare il ruolo dei mass-media nel far crescere la consapevolezza delle sfide ecologiche e sociali.
  4. Riconoscere l'importanza dell'educazione morale e spirituale per un modo di vivere sostenibile.
15. Trattare ogni essere vivente con rispetto e considerazione.
  1. Impedire la crudeltà sugli animali allevati nel seno delle società umane e proteggerli dalla sofferenza.
  2. Proteggere gli animali selvatici da tecniche di caccia, intrappolamento e pesca che causano sofferenze estreme, prolungate o evitabili.
  3. Evitare o ridurre il più possibile la cattura o la distruzione accidentali di specie animali che non sono l’obiettivo della caccia o della pesca.
16. Promuovere una cultura della tolleranza, della non violenza e della pace.
  1. Incoraggiare e sostenere la comprensione reciproca, la solidarietà e la cooperazione tra tutti i popoli, e all'interno e tra le nazioni.
  2. Applicare strategie articolate al fine di evitare i conflitti violenti, e risolvere i conflitti ambientali e le altre disputattraverso la collaborazione.
  3. Smilitarizzare i sistemi di sicurezza nazionali, riducendoli a livello di semplice difesa e convertire le risorse militari a scopi di pace, compresa il ripristino ambientale.
  4. Eliminare gli armamenti nucleari, biologici e tossici e le altre armi di distruzione di massa.
  5. Garantire che l’uso dello spazio orbitale ed esterno sostenga la tutela dell'ambiente e la pace.
  6. Riconoscere che la pace è la completezza creata da relazioni armoniose con se stessi, con le altre persone, con le altre culture, con le altre forme di vita, con la Terra e con l'insieme più grande di cui tutti siamo parte.
LA STRADA IN AVANTI
Come mai prima d'ora nella storia, il destino comune ci obbliga a cercare un nuovo inizio. Questo rinnovamento è la promessa dei principi della Carta della Terra. Per adempiere a questa promessa dobbiamo impegnarci ad adottare e a promuovere i valori e gli obiettivi della Carta.
Questo richiede una trasformazione del cuore e della mente, un rinnovato senso di interdipendenza globale e di responsabilità universale. Dobbiamo sviluppare e applicare con immaginazione la visione di un modo di vivere sostenibile a livello locale, regionale, nazionale e globale. La nostra diversità culturale è un'eredità preziosa e le diverse culture troveranno percorsi specifici e diversi per realizzare questa visione. Dobbiamo approfondire e ampliare il dialogo globale che ha generato la Carta della Terra perchè abbiamo molto da imparare dalla collaborazione nella ricerca comune della verità e della saggezza.
La vita spesso implica tensioni tra valori importanti. Questo può significare scelte difficili. Tuttavia, dobbiamo trovare modi per armonizzare la diversità con l'unità, l'esercizio della libertà con il bene comune, gli obiettivi a breve termine con mete a lungo termine. Ogni individuo, famiglia, organizzazione e comunità ha un ruolo vitale da svolgere. Le arti, le scienze, le religioni, le istituzioni scolastiche, i mass-media, le imprese, le organizzazioni non governative e i governi sono tutti chiamati a offrire una leadership creativa. L'azione congiunta del governo, della società civile e delle imprese è essenziale per una governance efficace.
Per poter costruire una comunità globale sostenibile, gli stati del mondo devono rinnovare l'impegno preso con le Nazioni Unite, adempiere ai propri obblighi in base agli accordi internazionali in vigore e sostenere l'applicazione dei principi della Carta della Terra attraverso strumenti vincolanti a livello internazionale in tema di ambiente e sviluppo.
Possa la nostra epoca essere ricordata per il risveglio di una nuova riverenza per la vita, per la risolutezza nel raggiungere la sostenibilità, per l’accelerazione della lotta per la giustizia e la pace, e per la gioiosa celebrazione della vita.

http://www.earthcharterinaction.org/content/
http://www.facebook.com/EarthCharter

martedì 28 giugno 2011

martedì 7 giugno 2011

Referendum, passaparola!

Carissime/i,
sono gli ultimi giorni di campagna referendaria e ancora molti nostri concittadini non sanno che il prossimo 12 e 13 giugno, oltre ai quattro importanti referendum nazionali su acqua (2), nucleare e legittimo impedimento, gli elettori milanesi troveranno ai seggi ulteriori 5 schede per i cinque referendum ambientali cittadini, promossi dal Comitato MilanoSiMuove di cui sono il portavoce.

I contenuti dei cinque referendum propositivi potete leggerli qui: http://www.enricofedrighini.it/cinque_referendum_per_una_rivoluzione_verde_a_mi.html

E’ il momento finale e decisivo di una mobilitazione civica straordinaria, iniziata un anno fa e giunta a questo punto decisivo grazie esclusivamente al vostro impegno. Il vento a Milano è iniziato a cambiare a partire dalla raccolta – in poche settimane - delle 25.000 firme necessarie per ottenere la consultazione cittadina, obiettivo raggiunto senza alcun sostegno economico e organizzativo.
E’ il risultato della Milano che non si lamenta soltanto, ma che si rimbocca le maniche per cambiare e migliorare le cose, per tutti.
E’ la prima volta in Italia che una città chiama i propri abitanti a pronunciarsi, con cinque referendum, non su piccole questioni locali (la chiusura di una piazza, la pedonalizzazione di una via…), ma su un vero e proprio nuovo modello di città fondato su verde, bici, trasporto pubblico, energia pulita.

Vi chiedo quindi un’ultima, decisiva fatica: una straordinaria opera di mobilitazione / informazione / passaparola non stop da qui a domenica, attraverso rete, mailing list, Facebook e contatti personali (scuola/casa/ufficio,ecc).

Abbiamo un Sindaco che si impegnerà a realizzare gli interventi per migliorare la vivibilità ambientale nella nostra città (le cinque proposte referendarie sono inserite nel programma dell’attuale amministrazione comunale).
Ma sappiamo che, ad ogni azione avviata per ridurre il traffico e aumentare gli spazi ciclabili e per il trasporto pubblico, corrisponderà una reazione del “partito dell’auto”, legato a lobby e interessi particolari che hanno bloccati negli ultimi 20 anni qualunque tipo di intervento.

Proprio a questo servono i Cinque referendum milanesi: a segnare un punto di non ritorno, a  conferire al governo locale una ulteriore forza fondata su una iniziativa civica di natura trasversale, non etichettabile con questa o quella parte politica: i cittadini chiedono di mettere al primo posto la tutela della salute degli abitanti e di costruire insieme una città più bella e vivibile. E lo fanno attraverso la partecipazione attiva e il voto referendario.

Se lunedì sera scopriremo di avercela fatta, nulla sarà più come prima.
Per questo, facciamo tutto il possibile per riuscire a completare quanto abbiamo finora realizzato insieme.

Un caro saluto, e grazie come sempre per quello che state facendo.
Enrico Fedrighini

mercoledì 1 giugno 2011

L’appello di LeG: resignation!

Un appello per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, ma insieme alle sottoscrizioni arrivano migliaia di messaggi: di incoraggiamento, di esasperazione e vergogna . Non è semplicemente una raccolta di firme, ci sono storie, espressioni che raccontano un’Italia che rifiuta di riconoscersi nel modello imposto da Silvio Berlusconi. 
La mobilitazione, lanciata da Libertà e Giustizia all’indomani del Rubygate, vola subito oltre confine. LeG è fiera dell’onda di ribellione, l’Italia può salvarsi dal berlusconismo. Firma anche tu. Grazie!

Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsborg, Sandra Bonsanti
http://www.libertaegiustizia.it/2011/01/20/resignation-firma-lappello-di-leg/

martedì 31 maggio 2011

Appartenenze...

di Andrea Scanzi 
Quanti momenti politici vi hanno fatto scattare “appartenenza“? Pochi. Ve ne propongo tre, tutti opinabili.
Il primo è stato il fenomeno dei girotondi. 2002, 2003. L’ondata berlusconiana di ritorno, Nanni Moretti, Sergio Cofferati - non ancora autoesiliatosi a Bologna come versione sfigata di Tex Willer. Durò poco.
Il secondo è stato il V-Day. Nessuno ne parlava. Pareva dover essere un flop. Poi, a Bologna, c’era il mondo. E non solo a Bologna. Un bel brivido. E quando venne da pensare che in fondo non era successo niente, leggemmo le banalità barbose di Eugenio Scalfari su Repubblica (yeowwwwwwnn). E capimmo che la strada era quella giusta.
Il terzo è stato ieri. L’aria è bella, quasi pura. Tutto è andato oltre ogni previsione. C’mon.

Ognuno ha le sue classifiche. A me piace la storia di Zedda, di cui troppo poco si parla. La Cagliari così ben descritta, radiografata e messa a nudo da Massimo Carlotto, che cambia pagina. Appoggiando, va da sé, un candidato che il Pd non avrebbe mai scelto.
Mi piace la storia di Milano. La roccaforte tolta al Sire: il castello più prezioso dei 32 che ha Berlusconi, quello che più lo fa piangere. Mi piace perché è un bel segnale. Anche se Vecchioni che si pavoneggia è più sgradevole di Dario Cassini a Stalk Radio. Anche se il comizio di Nichi Vendola era palesemente rancoroso (ci sta) e persino più retorico del solito (“i fratelli musulmani“: mancavano solo gli Inti Illimani col pugno chiuso, i Modena City Ramblers che cantano Bella Ciao in salsa irish e una bella mazurka dei Nomadi). Mi piace, perché a volte si può anche essere retorici. Specialmente quando sono 17 anni che quel colpo lo si tiene in canna.

Sono giorni che fanno bene. Viene quasi da credere che gli italiani, persino gli italiani, siano usciti dalla Sindrome della Locura di borisiana memoria.
Il memorabile filmato di Franz Baraggino del non-concerto di D’Alessio a Milano racconta in soli quattro minuti tutta la mestizia patetica e avvilente di un’epoca, quella berlusconiana, che non si sa se definire più schifosa e paradossale. Letizia Moratti che sbaglia tutto. Matteo Salvini (un luminare, in confronto ai sodali) che va a vedere il concerto di Elio per Pisapia. Radio Padania che mette l’Internazionale.
E ancora. La parabola di Red Ronnie, l’ex cantore e amico dei Ligabue e Jovanotti, è paradigmatica: il furbino che cavalca le onde più redditizie – craxismo, veltronismo, morattismo – prima di inciampare zimbellato (lui e la figlia filosofa) da tutta la Rete. Nulla di inedito: era e resta uno dei più grandi bluff degli ultimi vent’anni. Il Gianni Pettenati del “giornalismo” musicale (più stonato, però).
La Waterloo degli Stracquadanio e delle Santanché dona gioia imperitura.

Ammetto però che la piazza che più ho osservato, tra una Novara e una Crotone, è stata Napoli.
Il trionfo plebiscitario di Luigi De Magistris è uno degli eventi più belli, stupefacenti e meravigliosi dell’intera storia italiana repubblicana (mentre lo scrivo, già sento il fastidio dei cari – cari, cari – polli di allevamento che sbuffano stizziti e si consolano con un’intervista di Aldo Cazzullo a Latorre sull’importanza di un’alleanza con Casini e Rutelli).
E’ la vittoria di chi non ne può più di questa politica vile, affaristica e correa. E’ un gigantesco sfanculamento da parte di una maggioranza – toh – che non si limita a indignarsi, e già basterebbe, ma ha al contempo la sfacciataggine di credere in una nuova stagione. Affidandosi a un cane sciolto pressoché ignudo di politica politicante.
E’ uno dei più grandi contropiede che gli italiani abbiano mai compiuto. Un highlight da ricordare, vada come vada.
Luigi De Magistris è meravigliosamente antipatico e supponente. In privato è meno spigoloso, ma il privato adesso non c’entra. L’ex magistrato non ride mai: sfacciato, arrogante, stronzino. E’ un duro, baby. Lo guardi e lo immagini con la sigaretta in bocca, dopo aver fatto l’amore con una strafiga depressa (il suo target è la “cerebral-depressa”, genere “stiamo facendo sesso ma sappi che mi piaci anche di testa, capisci, ho letto Erica Jong”. Umpf). Lei, abbandonando per un attimo gli ormeggi, azzarda: “Ci vediamo domani, Luigi?”. E lui, spietato come un tackle di Julio Jorge Olarticoechea: “Non faccio mai programmi a lungo termine“. Tipo Humphrey Bogart in Casablanca.

De Magistris è sempre incazzato. Quando gli hanno detto che aveva vinto, mica era felice. No. Era infastidito. Intimamente infastidito. Aveva lo sguardo di uno che, per rilassarsi, desiderava azzannare una tigre. De Magistris è uno che, per rilassarsi, spacca i mobili con una mazza da baseball canticchiando i Manowar. Si vede, dai.
Il nuovo sindaco di Napoli – più del 65 percento di preferenze: what??? – è un giustiziere, un vendicatore, un Ispettore Callaghan. Il Gunny della politica. Gunny, lo spiego a chi va al cinema solo per poter partecipare a un dibattito pensoso su Habemus Papam, è il film più sboccato di Clint Eastwood. Uno dei motivi stantii per cui i tonni della sinistra continuano a dire che Clint è bravino, sì, però è anche di destra. Che non vuol dire niente, ovviamente, ma se anche lo fosse verrebbe da dire – e si può dire – che è molto più democratica, coraggiosa, geniale e tollerante la “destra” di Million Dollar Baby e Mystic River che non le messe fracassauallera e politicamente corrette dei Taviani fuori tempo massimo.

Dicevo.
Gunny si esprime tipo Borghezio mixato col sergente di Full Metal Jacket. Esordisce così: “Meglio che prendi nota, sono cattivo, incazzato e stanco, mangio filo spinato e piscio Napalm e riesco a infilare una palla da biliardo in c**o ad una pulce da 200 metri. Quindi va a rompere il ca**o da un’altra parte e levati dalle scatole“. Aggiungendo poi che “Io vado a pu**ane da quando Cristo era ancora a capotavola”. Idolo assoluto, ne converrete (a meno che non siate abbonati a Europa).
Ovviamente De Magistris non parla così. Non è né caricaturale come (volutamente) Gunny, né sboccato. Eppure il suo successo fa leva sull’essersi presentato come hombre vertical, spietato e inflessibile, restio alla mediazione e al compromesso. Lo straniero senza nome di matrice eastwoodiana.
Come Gunny, potrebbe esordire in consiglio comunale sentenziando: “Qui è la mia volontà contro la vostra e voi avete già perso“. Sarebbe in grado di rispondere a un piddino querulo: “Con tutto il debito rispetto, lei sta cominciando a rompermi le palle“. Oppure, a un pidiellino che incalza sgarzolino - ”Te la faccio pagare a prezzo pieno! Io di sconti non ne faccio” -, replicherebbe acido: “Peccato, perché tua moglie li fa“.
Lo so, lo so. Gunny è un film. Solo (solo?) un film. E neanche un capolavoro.

La mitraglia dei buonisti, dei situazionisti e degli ipocriti, è già lì pronta ad accusarlo una volta di più di demagogia, qualunquismo, giustizialismo, inesperienza
. I più colti – non parlo con te, Amicone - potrebbero dirgli: “Personaggi come te sono anacronismi: li dovrebbero chiudere in una bacheca con scritto ‘Rompere il vetro solo in caso di guerra’“.
Magari sarà così e De Magistris si rivelerà null’altro che un Masaniello, un Savonarola, un capopopolo posticcio. Lo vedremo.

C’è però un dato di fatto. Non è solo il vento che cambia. Non è l’aria finalmente democratica, ma intimamente borghese e un po’ radical chic, che ha portato Pisapia al trionfo. E’ la vittoria di un modo diverso di fare politica (“antipolitica” ‘sta ceppa). Il presentarsi, brutalmente, come estraneo al contesto. Il rifiutare apparentamenti furbetti col peggiore Pd d’Italia per questuare voti: lo avrebbe fatto un Rutelli qualsiasi, o un Fassino di ritorno. Non Gunny. Per questo ha vinto.

Nel momento esatto in cui proverà a somigliare agli altri, a normalizzarsi, De Magistris diventerà uno come tanti. Un incendiario divenuto pompiere. Un Clint Eastwood divenuto Giuliano Gemma.
Il neo-sindaco è odiato dal centrodestra; sta antipatico al centrosinistra, a parte del suo partito e pure all’ex amico Beppe Grillo. I politologi – che ppppppalle – asseriscono che per colpa sua il Pd si distrarrà e smetterà di fare la corte al Terzo Polo (come no). Non doveva andare al ballottaggio, non se lo filava nessuno. E invece ha vinto. Perché? Perché i napoletani ne avevano bisogno. Gli italiani ne avevano bisogno. E perché lui non è sceso a patti.

De Magistris ha inseguito l’apoteosi o il disastro. Non si è mai preoccupato di fingere un sorriso. Non ha mai fatto finta di stimare un giornalista o un avversario. E’ stato se stesso. Tutto o niente. Tutto. Per ora.

Forse verrà il riflusso. Come nel 2005, il Pd lavorerà alacremente per salvare Berlusconi, tamponando l’improvvisa sicumera del metaforistico Bersani con iniezioni mefitiche di Dalema Thinking. E Gunny inciamperà in errori vari, come e più di altri pasdaran (Leoluca Orlando a Palermo).

Oggi, però, concedeteci il lusso – fino a ieri impensabile – di sperare infantilmente in un’utopia condivisa, che parta e germogli da una delle città più fiere e devastate di questo paese così bravo a farsi male e così geniale, nel bene e nel male, a stupire. Anzitutto se stesso.

P.S. In queste immagini, gli italiani salutano commossi Red Ronnie.


sabato 28 maggio 2011

Il Signor Rossi: adotta un semaforo contro la corruzione

Domenica 29 dalle 21.30 su Rai 3 nella puntata di “Report” andrà in onda un servizio sui SIGNORI ROSSI, cioè il movimento di solidarietà nato attorno alla denuncia di corruzione di Raphael Rossi (guarda l’anteprima). Una denuncia che ha fatto risparmiare alla città di Torino 4,2 milioni di euro e per la quale Raphael ha rifiutato oltre 100mila euro di tangente, riuscendo a far arrestare e condannare i dirigenti pubblici implicati.
Il Comune di Torino lo ha isolato e non si è costituito parte civile (il che significa esagerate spese legali come “testimone”), nonostante l’etica e anche le norme lo richiedano…
La solidarietà nei miei confronti si è trasformata in aiuto per chi denuncia la corruzione con il sito www.signorirossi.it e il relativo servizio “SOS corruzione” in cui tecnici e legali danno risposte su questo tema.


Domenica 29 maggio “Report” racconterà quindi l’evoluzione del processo, la mobilitazione dei cittadini e il silenzio e l’ostilità delle Istituzioni.

E’ singolare che esca proprio domenica, giorno di voto per i ballottaggi che rischiano di segnare il nostro Paese.
Noi Signori Rossi, gli italiani corretti e non corrotti, scegliamo De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano per tanti motivi, tra i quali i più rilevanti sono: la difesa della legalità e della giustizia, l’attenzione all’ambiente, l’importanza per i temi e le azioni sociali, la trasparenza nella gestione pubblica.

In bocca al lupo a Demagistris e a Pisapia e a quell’Italia migliore che li appoggia e in cui noi ci riconosciamo!


Partecipa anche tu, diventa uno dei Signori Rossi, un italiano che ritiene normale dire no alla corruzione.

venerdì 27 maggio 2011

Avaaz.org,

Em dias nós podemos ver o começo do fim da 'guerra às drogas'. O tráfico ilegal de drogas é a maior ameaça à segurança da nossa região, mas essa guerra brutal falhou completamente em conter a praga da drogadição, ao custo de inúmeras vidas, da devastação de nossas comunidades e do afunilamento de trilhões de dólares em violentas redes de crime organizado.

Especialistas concordam que a política mais sensata é acabar com a guerra às drogas e legalizá-las, mas a maioria dos políticos tem medo de tocar no assunto. Em dias, uma comissão global incluindo antigos chefes de estado e altos membros da política externa do Reino Unido, União Europeia, Estados Unidos e México irão quebrar o tabu e pedir publicamente novas abordagens, inclusive a descriminalização e legalização de drogas.

Este pode ser um momento único -- se um número suficiente de nós pedir um fim a essa loucura. Políticos dizem que entendem que a guerra às drogas falhou, mas alegam que a sociedade não está pronta para uma alternativa. Vamos mostrar a eles que não apenas aceitamos uma política sã e humana -- nós a exigimos. Clique abaixo para assinar a petição e partilhe com todo mundo -- se nós alcançarmos 1 milhão de vozes, ela será entregue pessoalmente aos líderes mundiais pela comissão global:

http://www.avaaz.org/po/end_the_war_on_drugs_la/?vl

Nos últimos 50 anos as políticas atuais de combate às drogas falharam em toda a América Latina, mas o debate público está estagnado no lodo do medo, da corrupção e da falta de informação. Todos, até o Escritório das Nações Unidas sobre Drogas e Crime, que é responsável por reforçar essa abordagem, concordam -- organizar militares e polícia para queimar plantações de drogas em fazendas, caçar traficantes, e aprisionar pequenos traficantes e usuários – tem sido completamente improdutivo. E ao custo de muitas vidas humanas - do Brasil ao México, e aos Estados Unidos, o negócio ilegal de drogas está destruindo nossos países, enquanto a drogadição, as mortes por overdose e as contaminações por HIV/AIDS continuam a subir.

Enquanto isso, países com uma política menos severa -- como Suíça, Portugal, Holanda e Austrália -- não assistiram à explosão no uso de drogas que os proponentes da guerra às drogas predisseram. Ao invés disso, eles assistiram à redução significativa em crimes relacionados a drogas, drogadições e mortes, e são capazes de focar de modo direto na destruição de impérios criminosos.

Lobbies poderosos impedem o caminho da mudança, inclusive militares, polícias e departamentos prisionais cujos orçamentos estão em jogo. E políticos de toda nossa região temem ser abandonados por seus eleitores se apoiarem abordagens alternativas. Mas pesquisas de opinião mostram que cidadãos de todo o mundo sabem que a abordagem atual é uma catástrofe. E liderados pelo presidente Cardozo, muitos Ministros e Chefes de Estado manifestaram-se pela reforma depois de deixar seus cargos. O momento está finalmente chegando de discutir novas políticas na América Latina, Estados Unidos e outras partes do mundo que estão devastadas por essa política desastrosa.

Se pudermos criar uma manifestação global nos próximos dias para apoiar os pedidos corajosos da Comissão Global de Política sobre Drogas, nós poderemos superar as desculpas estagnadas para o status quo. Em nossas vozes está a chave da mudança -- assine a petição e divulgue:

http://www.avaaz.org/po/end_the_war_on_drugs_la/?vl

Nós temos uma chance de entrar no capítulo final dessa 'guerra' violenta que está destruindo milhões de vidas. A opinião pública irá determinar se essa política catastrófica será finalizada ou se políticos continuarão a nos usar como desculpa para evitar a reforma. Vamos nos unir com urgência para empurrar nossos líderes para fora da dúvida e do medo, para cruzar a fronteira e entrar no domínio da razão.

Com esperança e determinação,

Luis, Alice, Laura, Ricken, Maria Paz e toda a equipe Avaaz

FONTES:

Drogas e Democracia: Rumo a uma mudança de Paradigma, Comissão Latino-Americana sobre Drogas e Democracia
http://www.drogasedemocracia.org/Arquivos/livro_port_03.pdf

Avaliação da Política sobre Drogas dos Estados Unidos
http://www.drogasedemocracia.org/Arquivos/peter_reuter_portugues.pdf

Drogas. Alternativas à "guerra"
http://www.idpc.net/pt-br/publications/drogas-alternativas-a-guerra

“Guerra às drogas mostrou-se ineficiente”, afirma presidente da Fiocruz
http://www.planetaosasco.com/oeste/index.php?/2011051613610/Nosso-pais/guerra-as-drogas-mostrou-se-ineficiente-afirma-presidente-da-fiocruz.html

Inovações Lesislativas em Políticas sobre Drogas
http://comunidadesegura.com.br/pt-br/node/47715

Os maiores massacres promovidos pelo narcotráfico no México
http://oglobo.globo.com/mundo/mat/2011/05/20/os-maiores-massacres-promovidos-pelo-narcotrafico-no-mexico-924507620.asp

Drogas arrastam mulheres para o comando do tráfico
http://diariodonordeste.globo.com/materia.asp?codigo=973987

A insustentável guerra às drogas
http://www.brasildefato.com.br/node/5269

A Comissão Mundial sobre Política de Drogas, que vai pedir à ONU para acabar com a guerra contra as drogas (em Inglês)
http://www.globalcommissionondrugs.org/Documents.aspx


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PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI...

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perché rubacchiavano

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perché mi stavano antipatici

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perché non ero comunista

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

 (B. Brecht)

martedì 24 maggio 2011

Officine Tolau: A furor di popolo su Il Fatto Quotidiano

Officine Tolau: A furor di popolo su Il Fatto Quotidiano: "Ilfattoquotidiano.it, in un articolo firmato da Eleonora Bianchini , recensisce il nostro secondo documentario, ' A furor di popolo ': “H..."

venerdì 20 maggio 2011

AIUTIAMOLO AD AIUTARCI, Enrico Fedrighini

Carissime/i
a Milano, dopo tanti anni bui e difficili, soffia un vento che può portare davvero un po’ di aria più pulita in città e nell’amministrazione della cosa pubblica, restituendo a ogni cittadino la speranza fondamentale che le cose possano davvero migliorare.

Traffico, smog, i cinque referendum sull’ambiente a Milano; la battaglia per la tutela del Bosco in Città e degli impianti ippici di San Siro; le vertenze per la trasparenza amministrativa, per una città a misura di bimbo e di bicicletta, per spazi pubblici liberati dalle automobili, con piazze e giardini non più sacrificati ai cantieri di autobox; progetti e trasformazioni urbane con l’obiettivo di rendere Milano più bella e accessibile per tutti...
Su questi temi abbiamo lavorato insieme negli ultimi cinque anni. Esperienza molto faticosa e molto esaltante: i vostri consigli, i vostri incitamenti, le critiche, i suggerimenti e le segnalazioni sono stati una miniera dalla quale ho potuto attingere per cercare di combinare qualcosa di utile in Consiglio. Abbiamo lavorato insieme nell’interesse della città. E questa città, dal buio in cui l’avevamo trovata cinque anni or sono, poco a poco sta trovando una possibile via d’uscita. E’ la via della buona politica, come diceva Don Milani.

Oggi questi temi, progetti e idee di città che abbiamo sviluppato insieme nel corso di cinque anni, hanno la possibilità di diventare progetto concreto per il governo di Milano.

A condizione che Giuliano Pisapia sia il nuovo Sindaco di Milano!

Vi rivolgo un appello: moltiplichiamo i contatti, il passaparola, il tam tam via web per convincere delusi e indecisi a votare per cambiare e migliorare Milano. Votando, convincendo e portando più persone possibile a votare al ballottaggio per Giuliano Pisapia.
Questa è la cosa più importante, per il bene della nostra città e dei nostri figli.

Vi rivolgo anche un invito che vi chiedo di diffondere: sto organizzando un APERITIVO CON IL CANDIDATO SINDACO GIULIANO PISAPIA per  GIOVEDI 26 MAGGIO, dalle ore 18.30 alle 19.30, in piazza S.M.Nascente (fermata MM1 QT8) presso il chiosco/area giochi. Con Pisapia parleremo di come cambiare e migliorare la città e i quartieri in cui viviamo.


Un’ultima cosa: grazie della vostra fiducia e dei messaggi di incoraggiamento che mi state inviando.
Ho ricevuto molte preferenze ma, nonostante questo, non sarò più consigliere comunale: il voto complessivo alla lista dei Verdi è stato troppo basso, non abbiamo raggiunto il quorum necessario per ottenere almeno un seggio. Se mi fossi candidato in qualunque altra lista (le offerte non mancavano) avrei ottenuto lo scranno. Ma non è per lo scranno che faccio politica.
Voglio dirvi una cosa: le 2352 preferenze che ho ricevuto mi inorgogliscono ma non le considero un tributo personale: desidero dividerle con voi perchè in realtà ognuno di voi ne possiede a pieno diritto una parte importante. Non  ho lobby elettorali che mi sostengono, non ho sponsor né risorse finanziarie: se non ci foste stati voi con il vostro passaparola personale e sulla rete, questo non sarebbe potuto accadere. Così come non ce l’avremmo mai fatta per i Cinque referendum, attraverso i quali possiamo costruire una Milano migliore.
Questo rapporto con voi è l’unica vera ricchezza che possiedo e non intendo disperdere: continueremo a lavorare insieme per il bene di Milano, statene certi, è un mio impegno preciso.

E adesso pensiamo solo alla cosa davvero più importante per Milano: cambiare aria, far vincere Pisapia!

Un abbraccio a tutti,
Enrico Fedrighini

mercoledì 18 maggio 2011

Avaaz e la legge bavaglio alla TV

Cari amici,




Fra 24 ore il Parlamento potrebbe votare nuove regole che mettono in pericolo l'indipendenza del giornalismo della tv pubblica. Difendiamo il pilastro della nostra democrazia: inondiamo i parlamentari di messaggi in difesa della libertà d'informazione!
Lontano dai riflettori, domani il Parlamento potrebbe definitivamente votare la legge bavaglio alla tv, che metterebbe in grave pericolo la libertà d'informazione nel nostro paese.

Con ben 70.000 firme, una consegna d'impatto e migliaia di telefonate, qualche mese fa siamo riusciti ad affossare la legge bavaglio alla tv, che avrebbe messo in seria difficoltà indagini giornalistiche contro la corruzione e il malgoverno e avrebbe trasformato l'informazione tv in un presidio governato dai partiti. Ma con un blitz pochi giorni fa i parlamentari berlusconiani sono riusciti a imporre la votazione di questa legge. Se passerà, la nostra democrazia ne uscirà seriamente indebolita.

Ci rimangono solo 24 ore - vinciamo anche questa volta! I parlamentari si riuniranno da oggi alle 14 e potrebbero votare già domani: inondiamoli di messaggi per chiedere loro di votare contro la legge bavaglio! Clicca sotto e inoltra l'appello a tutti:

http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_tv/?vl

Il cosiddetto Atto d'indirizzo sul pluralismo darebbe un potere enorme ai dirigenti della Rai nominati dai partiti d'imbavagliare i giornalisti della tv pubblica. Le nuove misure lascerebbero i giornalisti senza alcuna protezione legale, dissuadendoli così dal compiere il loro lavoro d'inchiesta, che sarebbe schiacciato dalla minaccia di azioni legali dei poteri forti. Inoltre i politici imporrebbero a ogni trasmissione un doppio conduttore, una contro-satira e ospiti scelti da tutti i partiti politici. Il risultato sarebbe l'eliminazione di fatto della linea editoriale dei programmi, che diventerebbero così megafoni per i messaggi elettorali dei partiti.

Nonostante l'incredibile opposizione che si è scagliata contro questa legge, i parlamentari della maggioranza sono riusciti a inserirla nuovamente nell'agenda grazie a un ricatto: si sono rifiutati di votare il regolamento per i programmi d'informazione sui referendum di giugno, negando così il diritto d'informazione dei cittadini, finché l'opposizione non ha accettato in cambio di mettere ai voti la legge bavaglio alla tv. Ora, se queste nuove regole dovessero passare, un velo pesante di censura cadrebbe in maniera permanente sull'informazione televisiva, indebolendo così uno dei punti chiave della nostra democrazia.

Assediato da scandali sessuali e da processi per corruzione, Berlusconi sta facendo di tutto per rimanere saldo al potere attraverso il controllo e la manipolazione dell'informazione. Ma i sondaggi lo danno ai minimi storici, e per la prima volta l'opposizione potrebbe batterlo. I recenti risultati delle elezioni amministrative segnano per lui una grossa sconfitta, che potrebbe anche minare il futuro del suo governo.

In questo momento di crisi, Berlusconi farebbe qualunque cosa per manipolare l'informazione a suo vantaggio. Ma il potere dei cittadini ora è più forte che mai. Sta a noi difendere tutti insieme le nostre libertà e l'indipendenza dei media. Ci rimangono solo 24 ore: manda un messaggio ai parlamentari per chiedere di votare contro le nuove regole bavaglio e inoltra questo messaggio a tutti:

http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_tv/?vl

Abbiamo già dimostrato che insieme possiamo vincere importanti sfide: lo scorso anno una mobilitazione dei cittadini mai vista prima ha fermato l'adozione della legge bavaglio, che avrebbe messo in pericolo la libertà di stampa e l'abilità dei magistrati di condurre indagini fondamentali. Se rimaniamo uniti saremo più potenti di qualunque alleanza fra poteri forti organizzati: mettiamoci insieme dalla parte di un'informazione indipendente e pluralista e di un governo responsabile.

Con speranza e determinazione,

Luis, Giulia, Alice, Ricken, Pascal, Benjamin, Mia e tutto il resto del team di Avaaz.

FONTI

La consegna firme di Avaaz alla Commissione di vigilanza riportata dall'Espresso:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/in-maschera-contro-i-bavagli/2146467

Rai, Beltrandi: importante manifestazione di Avaaz contro Atto Butti sul pluralismo:
http://www.radicali.it/comunicati/20110309/rai-beltrandi-importante-manifestazione-di-avaaz-contro-atto-butti-su-pluralismo

Il nuovo bavaglio del Pdl sui talk show della Rai:
http://www.repubblica.it/politica/2011/02/11/news/bavaglio_pdl_talk_show-12322316/

Referendum, una porcata tira l'altra:
http://nemici.blog.unita.it/referendum-una-porcata-tira-l-altra-1.289836

Nuovo bavaglio in Rai, Garimberti: roba da Urss:
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Rai%3A+la+maggioranza+ci+prova+con+un+altro+bavaglio&idSezione=9739

L'87% degli italiani s'informa esclusivamente guardando la tv (Le Monde):
http://italiadallestero.info/archives/9177

Sondaggi, Demos: Berlusconi ai minimi, centrodestra sconfitto:
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE71D07S20110214

Super par condicio Rai, il Pdl: doppia conduzione e nessuna intercettazione:
http://www.lettera43.it/politica/6525/la-rai-della-super-par-condicio.htm

Il testo dell'Atto d'indirizzo sul pluralismo:
http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/atto_indirizzo_butti.pdf


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martedì 17 maggio 2011

IL VUOTO COSMICO

Ecco un estratto di tutto quello che non dovrebbe essere la politica, nobile com'è per sua natura. Liberarsi di questa classe "dirigente" è un problema di igiene culturale, morale e di orgoglio del sentirsi ancora italiani, sapersi distnguere con la nostra millenaria civiltà, con l'educazione, l'ecologia e con la solidarietà.

"La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un'opinione; libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione." Giorgio Gaber

lunedì 9 maggio 2011

PRE CA RIO

Ogni giorno in Italia quasi 4 milioni di lavoratori precari faticano a costruirsi un futuro, senza un salario decente e privi di tutele fondamentali come il diritto alla malattia e alla maternità. E mentre migliaia di lavoratori disperati sono scesi in piazza per chiedere il cambiamento, il governo ha presentato un piano economico che evade completamente l'emergenza.

Ma oggi un barlume di speranza c'è: il Tribunale di Genova ha creato un importante precedente, riconoscendo i diritti degli insegnanti precari e condannando il governo per la violazione della normativa europea contro la disparità di trattamento fra lavoratori a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato. Se useremo questa sentenza per una denuncia formale alla Commissione europea, potremo ottenere che l'Italia adotti misure urgenti per combattere il precariato.

Proprio in questi giorni il Parlamento dovrà votare il piano economico del governo, che ignora totalmente i precari. Costringiamo i politici a risolvere questa emergenza! Firma la denuncia alla Commissione europea e la consegneremo insieme al comitato dei giovani precari ai media e alla sede della Commissione europea a Roma non appena avremo raggiunto le 50.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/italia_no_precariato/?vl

La diseguaglianza sociale in Italia sta raggiungendo livelli da record, con il 20% delle famiglie più ricche che detiene quasi il 40% del reddito nazionale, mentre il 20% delle famiglie più povere ha solo l'8% del totale. Non sorprende quindi che 1 bambino su 4 nel nostro paese viva in famiglie povere, il che fa dell'Italia uno dei paesi con il tasso di povertà infantile più alto d'Europa!

A peggiorare le cose ci ha pensato la crisi economica, che si è maggiormente abbattuta sui giovani mettendoli davanti a un bivio: o la disoccupazione o la precarietà assoluta. Milioni di lavoratori sono stati negli anni esclusi dal mercato del lavoro e lasciati senza i diritti fondamentali e senza alcuna protezione sindacale: se si ammalano o se fanno un bambino, non vengono pagati o peggio perdono il lavoro. In più il Presidente dell'INPS ha lanciato l'allarme sulle future pensioni dei precari, dicendo che la loro inadeguatezza potrebbe generare un vero e proprio "sommovimento sociale".

Ma il cambiamento ora è possibile e insieme possiamo aiutare a realizzarlo. Il governo è messo sotto pressione crescente dalle sentenze che danno ragione ai "precari permanenti" e dalle manifestazioni di decine di migliaia di giovani. Avaaz sta lavorando con i massimi esperti per presentare la denuncia formale alla Commissione europea, che ha l'obbligo di rispondere entro un mese. Questo è il miglior modo per ottenere un risultato immediato! Firma sotto per chiedere alla Commissione europea di far rispettare al governo italiano la normativa europea contro l'utilizzo del contratto a termine come forma normale del lavoro dipendente e proteggere così i precari:

http://www.avaaz.org/it/italia_no_precariato/?vl

Con speranza e determinazione,
Team di Avaaz

martedì 3 maggio 2011

6 maggio 2011 SCIOPERO!

Car*,
ce lo siamo detti e adesso va confermato: il 9 Aprile è stato solo l'inizio! Un secondo step del nostro movimento ce lo siamo dati per lo sciopero generale del 6 Maggio. In quella data, in cui l'Italia è chiamata a fermarsi, a noi sta di dare voce e  protagonismo alle lavoratrici e ai lavoratori precari: a tutti coloro, cioè, a cui il diritto di sciopero non è riconosciuto; a chi formalmente lo avrebbe, ma di fatto non può esercitarlo perchè è sotto il ricatto della scadenza; a quelli che forse lo sciopero non lo potranno fare concretamente, ma che vorrebbero essere in piazza e a quelli che sfideranno il ricatto scioperando lo stesso.
 
Noi siamo tutto questo e a tutto questo dobbiamo dare voce. Come? Cominciamo a farci vedere!
Per il 6 Maggio abbiamo lanciato la campagna "Precari | e in sciopero": un modo per esserci, per farci vedere, per contarci e per parlare di noi.
 
Su internet, sul luogo di lavoro e in qualsiasi luogo ci venga in mente:
- esponiamo il logo, usiamolo come avatar su facebook e invitiamo tutt* a fare altrettanto!
 
- raccontiamo di noi, di come e perchè non possiamo fare sciopero, della nostra condizione di ricattabilità oppure di come vogliamo sfidarla e sciopereremo lo stesso!
 
- invitiamo tutt* ad aderire alla campagna!
 
Il 6 Maggio è una nuova occasione per esserci e farci vedere, per costringere il Paese a vedere la condizione di un popolo di lavoratrici e lavoratori a diritti zero.
 
 
Il 6 Maggio:  precari|e
                in sciopero
 
 
Tutte le informazioni su: www.ilnostrotempoeadesso.it
 

venerdì 29 aprile 2011

CONTRO NUCLEARE, PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

Lettera al "Fatto Quotidiano"
di Adriano Celentano
Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.

Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.

Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.

Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.
Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.

Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.

Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.

E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.

Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.